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Tipografia e tatuaggi: un binomio perfetto

January 10, 2019

 

Ha solo 26 anni, ma già da 9 fa il tatuatore. All’adolescente Emerson Ventura è bastato entrare una volta in uno studio di tatuaggi in Brasile, la sua terra natia, per capire immediatamente che quella era la sua strada, il suo vero e proprio modus vivendi. E a partire da allora, con un’esperienza di graffitaro alle spalle, ha iniziato a disegnare in modo compulsivo fino ai 17 anni, quando ha tatuato la parola “vegan” a un amico che si era prestato come cavia. “Mi tremavano le mani”, ricorda.

 

 

Al momento, Emerson lavora nel prestigioso studio Family Art Tattoo, con sede a Barcellona, dove realizza spettacolari tatuaggi in uno stile dalle influenze tibetane. Scegliere di farsi tatuare non è affatto un atto banale: a chi li sceglie, i simboli, i disegni e le lettere sulla pelle ricordano per sempre una persona, un familiare, un amico, ma anche un momento di forte impatto vissuto nella propria vita.

Per quanto riguarda le lettere, non è importante soltanto riflettere sulla parola o sul messaggio in sé, quanto pensare alla cura dell’estetica tipografica. Caratteri orientali, gotici, arabi, calligrafici, forme geometriche, decori e ancora numeri romani: fatto sta che la forma, lo spessore, la dimensione e il colore sono tutti aspetti rilevanti da soppesare quando si decide di farsi tatuare perché possono trasformare la pelle in una vera e propria opera d’arte.

 

 

Inutile dire che Internet sa essere una fonte inesauribile di ispirazione tipografica per un tatuaggio. Basta dare un’occhiata a pagine come Dafont o Conversordeletras, dove l’utente avrà solo l’imbarazzo della scelta fra migliaia di font classificati per stile. Una volta selezionato lo stile, si può digitare la parola o la frase da tatuare e selezionarne la dimensione per farsi un’idea concreta del risultato. Queste pagine sono gratuite, ma per chi invece desidera contribuire al duro lavoro dei designer, ci sono anche opzioni come MyFont da cui scaricare font a partire da prezzi modici, e ancora 1001 Free Fonts, dove si può effettuare una donazione. La terza soluzione è quella di rivolgersi a un disegnatore esperto di lettering per tatuaggi – anche se in realtà qualsiasi calligrafia e scrittura va bene purché rispetti le norme estetiche di base.

 

 

Presentarsi in uno studio di tatuaggi con uno stile tipografico già identificato è la prima fase, ma non c’è dubbio che l’esperienza del tatuatore è quella che può consigliarci al meglio entrando nella seconda fase. “Propongo sempre il mio lettering personale perché amo la calligrafia. Tuttavia, ci sono clienti che vengono con un font specifico in mente. Mi chiedono font da macchina da scrivere o di ricreare la calligrafia di un familiare – in quel caso mi assicuro sempre di seguire una certa coerenza estetica”, spiega Emerson. La sua calligrafia è di stile classico in corsivo; ci conferma che è anche lo stile più richiesto del momento. A prescindere dalla scelta fatta, Emerson consiglia sempre di rispettare una dimensione minima, perché nel tempo si corre il rischio che il tatuaggio finisca per diventare soltanto una macchia scura. E occhio: non sono ammessi errori di ortografia che segnerebbero il corpo per sempre.

 

 

Una volta concordata la tipografia e la zona del corpo da tatuare, è ora di stampare il disegno, passarlo al computer per un ritocco e poi procedere a ricalcarlo sulla pelle con inchiostro e pigmenti. Nonostante i passi avanti della tecnologia – gli strumenti per tatuare sono molto più precisi e i materiali disponibili di grande qualità – disegnare a mano su una “tela” (e nella fattispecie, sull’organo più esteso del corpo umano, la pelle) “può sembrare facile ma non lo è. Tracciare anche solo una linea alla perfezione richiede grande padronanza della tecnica”. Maneggiare uno strumento che vibra, calcolare spazi al millimetro, essere abili e precisi per non sbavare la tinta sono poi tutte capacità imprescindibili. “Le cose da gestire al tempo stesso sono tante. È come quando si impara a guidare la macchina: all’inizio è stressante, ma dopo un po’ diventa un atto pressoché meccanico”, spiega il tatuatore brasiliano.

Meccanico o meno, una cosa è certa: osservando il risultato, non possiamo fare a meno di stupirci e ammirare l’abilità dei tatuatori che plasmano parole e messaggi destinati a durare un’eternità, come piccole grandi opere d’arte sulla pelle.

 

 

 

 

 

 

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